Giochi antichi

Cerchietti

cerchiettiNel cinquantasette, per noi bimbette già grandi (sui dodici anni), arrivarono i cerchietti. La novità ci si presentò alla colonia (gestita dal CIF, Centro Italiano Femminile: associazione delle donne cattoliche che si sviluppa nel dopoguerra sotto la spinta di Papa Pio XII dedicandosi alla gestione delle mense per i poveri, colonie marine e montane, ecc. N.d.R.) al Calambrone, che per noi rappresentava non solo un mese di mare, ma il simbolo assoluto dell’estate e delle vacanze.

Già da un paio d’anni i giochini sciapiti sulla sabbia non si facevano più; ora si passava il tempo con le parole crociate, a scambiare i giornalini, le corse con la palla e le chiacchiere fresche. Per fortuna, quell’anno, ci regalò il gioco dei cerchietti. Giocare “a cerchietti” non era un granché: consisteva soltanto nel tirare e riprendere al volo un piccolo cerchio di legno con due bacchette. Si giocava in due, ma anche in quattro con i tiri incrociati. Vinceva chi riusciva a farlo “cascà” meno volte. Non era un grande gioco, ma “garbò” a tutti compreso i bimbetti. Si giocava da tutte le parti, negli spiazzi in pineta e ovviamente sulla spiaggia e perfino in acqua, e anche in quel piazzale immenso della colonia “Vittorio Emanuele”. Un piazzale davvero enorme dove si svolgeva il corri-corri. Se il tempo era brutto, si tiravano pure in camerata (uno stanzone grandissimo con quarantotto letti).

L’ Hula-Hoop

hula-hoopNell’estate del cinquantotto esplose una novità assoluta, l’Hula-Hoop. E fu così entusiasmante che noi ragazzine si fece solo quello. Come tutti sanno si tratta di un grande cerchio di plastica colorato che va fatto roteare intorno alla vita e ai fianchi senza farlo cadere. Che faticaccia imparare! Però fummo ricompensate alla grande con la soddisfazione di una conquista grandissima. Però durò poco e malgrado il furore sollevato il gioco si spense in quella sola estate. E’ il destino delle mode.

F.M.V.


Quelle materasse!

Giannina Ciampi: maestra di alta cucina e materassaia.

Giannina Ciampi: maestra di alta cucina e materassaia.

Mi riferisco ai vecchi materassi di lana o di vegetale che una volta l’anno andavano sfatti, lavati e rifatti. Era un ammattimento grosso! La testimonianza è diretta: più di una volta cucite e fatte dalla sottoscritta.
Per primissima cosa andavano sfatte, che vuol dire scucite, anzi “spuntite”. Sia la lana che il vegetale, perché non si “ammassassero”, erano ben fermati con “passaggi” forti e ben annodati. La cucitura di questi gusci era noiosa e complicata, e non tutte le sarte la facevano. Non è facilissimo nemmeno descrivere simile faccenda, ma visto che l’ho sperimentata direttamente, mi ci provo.
Per i “passaggi”, da parte a parte, occorrevano due tasselli di rinforzo per ognuno con due buchi per far passare e, di seguito, annodare il grosso filo. Per ogni materasso matrimoniale occorrevano ben trenta “passaggi” con sessanta “toppini di rinforzo” e centoventi buchetti da fare col “puntarolo”.  Non mettiamo nel conto l’apertura nel mezzo, quella utilizzata per mettere dentro il materiale; anch’essa con i lati rinforzati e i buchetti ben cuciti e rifiniti. Poi, si consideri che le materasse erano due.
Inoltre, fino agli anni sessanta, nei letti matrimoniali al posto dei due guanciali c’era il “guanciallungo”, un lungo guanciale di lana largo quanto il letto. Un oggetto che andava scucito, vuotato, lavato, sistemata la lana e rifatto. Ma la “faccenda guanciallungo” le donne la facevano da sé, non gli occorreva la materassaia. Come si è potuto intendere dalla descrizione di cui sopra, rifare i materassi era operazione di ben altro impegno. Ma raccontiamola tutta.
Una volta tolti dai gusci lana e vegetale questi andavano “allargati” perché ritornassero soffici e morbidi. Le materassaie, chiamate nelle case per la faccenda, si aiutavano con “canniccio e bastoni”, attrezzi che portavano con sé insieme ad un grosso ago e… tanta pazienza.
Il lavoro completo non si faceva in quattro e quattr’otto, ci voleva qualche ora. “Allargati” lana e vegetale andavano rimessi dentro i gusci cercando di sterzarli più pari possibile. Quindi, con le apposite matassine, rifare i vari “passaggi” che riformavano i classici “sbuffi”; richiudere l’ apertura del mezzo e infine riformare la “cresta” su tutti gli otto lati per ogni materassa. Tutto questo un po’ in ginocchio e un po’ chine sul pavimento (quasi sempre quello di cucina).
Per i contadini le cose andavano meglio perché il lavoro veniva fatto nell’estate, fuori sull’aie.
Di materassaie di professione, se così si può dire perché non si riusciva a vivere solo di quello, ne ho conosciute tre soltanto: la Giannina del Campo, la Dina di Spalletta e la Consiglina del Galai. In casa mia è sempre venuta la Consiglina, che stava a San Nicolaio, dietro la chiesina, vicino a Coio. Non portava né il canniccio, né i bastoni, né il grosso ago, veniva senza nulla. Tanto in casa mia, tutto quello che occorreva c’è sempre stato. Lana e vegetale si allargavano a mano io e mia zia Giorgia in chissà quante sere, e quando tutto era pronto per rifarne una, si chiamava la Consiglina. Lei veniva sempre dopo “desinà”: montava su dal rio con “il grembiale e i carzerotti” puliti sotto il braccio e il fagotto di lavoretti (di cucito) da fa’ come cambio di lavoro.
Negli anni di bimbetta e ragazzetta il tempo delle materasse è sempre stato così. Mezze giornate che mi garbavano tanto. La Consiglina conosceva l’Apocalisse e io mi ci raccomandavo che raccontasse e lei lo faceva tutto il tempo, fino a sera. Anzi, soprattutto la sera, quando ormai la materassa era finita e lei per fare la cresta si poteva sedere in terra, di lato, un po’ più comoda che in ginocchione. E quando diventava proprio tardi, tornava il babbo e allora sì che raccontava, anzi raccontavano. Per il babbo trovare in casa la Consiglina e poter parlare dell’Apocalisse era una manna: dove trovarla una come lei, pronta a “ragionà” dell’Apocalisse? E per lei era lo stesso: dove lo trovava uno come il babbo pronto a “ragionà” dell’Apocalisse?
A me stavano bene tutti e due; erano discorsi che capivo poco, ma li stavo a sentire incantata come se raccontassero le novelle. Peccato che le materasse si facessero solo una volta l’anno!

F.M.V.

 


Soprannomi

Con il numero 5 anno 2012, abbiamo iniziato la pubblicazione della ricerca sui soprannomi di Erico Enrico Bernardini (di Baggiolo), aggiornata al 1985. Con il cartaceo eravamo arrivati a “Sapina” e oggi la completiamo.

  Soprannome Cognome Capostipite  
  ‘ntentere Profeti ‘ntentere  
  ‘ntenterina Profeti ‘ntentere  
  ‘ntenterino Profeti ‘ntentere  
  ‘nzina Leporini ‘nsina  
  Acciaino Buti Botte  
  Acciano Degl’Innocenti Libonotti  
  Acciolino Taliani Pagliaccino  
  Acciughino ? Acciughino  
  Acetaio Filippi Acetaio  
  Acquetta Bacci Bresza  
  Aglio Bacci Aglio  
  Allabo Leporini Baccalà  
  Americano Moscardini Pacchiarino  
  Amido Bernardini Tenda  
  Andalù Ciampi Zuabo  
  Andino Pelosini Mondo  
  Ariotto Del Ry Ariotto  
  Arrosto Bruciato Vannucci Lisse  
  Aschieri Lari Larino  
  Astuccio Bernardini Ticci  
  Babino Scarpellini Babino  
  Baca Frediani Baca  
  Baca Stefani Gegio  
  Baccalà Leporini Baccalà  
  Baccano Bacci Pasqualone  
  Baccelli Paolini Baccelli  
  Bachina Frediani Baca  
  Bacusso Felici Capraia  
  Badoglio Barzacchini Macelli  
  Baffi Filippi Acetaio  
  Baffi Bernardini Maglio  
  Baffino Bernardini Baffino  
  Baffona Ciampi Baffona  
  Baggiolino Bernardini Baggiolo  
  Baggiolo Bernardini Baggiolo  
  Bagno Scarpellini Meo  
  Baino Pioli Baino  
  Baleno Baroni Baleno  
  Balia ? Balia  
  Balilla Gozzoli Billalla  
  Balio ? Gattino  
  Baliotto Baroni Baliotto  
  Ballilla Gozzoli Billalla  
  Banda Filippi Banda  
  Bandella Felici Bandella  
  Bandellina Filippi Bandella  
  Bandellino Felici Bandella  
  Bandellino Taliani Bandella  
  Bandolo Petrognani Macea  
  Banghiera Felici Szepio  
  Baracca Bonaccorsi Prete  
  Baralla Valdiserra Baralla  
  Bardoria Valdiserra Baralla  
  Bargagna Bernardini Bargagna  
  Baricco Gasperini Baricco  
  Baricolo Valdiserra Baricolo  
  Barrà Buti Botte  
  Barudda Vannucci Lisse  
  Baschianino Filippi Bella  
  Baschiano Bernardini Baschiano  
  Baschiano Scarpellini Meo  
  Bastone Scarpellini Bastone  
  Bata in Orazzini Goro  
  Batallo Degl’Innocenti Subbio  
  Bati Del Ry Ariotto  
  Batino Doveri Batino  
  Batone Bernardini Laino  
  Battolo Dini Battolo  
  Batù Pratali Batù  
  Bea Felici Stelio  
  Beccaccia Filippi Schiocca  
  Beccacendere Pratali Beccacendere  
  Becchellè Paoli Becchellè  
  Becchina ? Becchina  
  Beco Leporini Beco  
  Becona Bernardini Becona  
  Begna Pratali Begna  
  Belenicche Pardini Belenicche  
  Bella ? Bella  
  Bellaminena Palamidessi Bellaminena  
  Bellico Serafini Bellico  
  Bello Paoli Becchellè  
  Bello Bernardini Bello  
  Bendella Vannucci Fiammifero  
  Benso Cosciera Benso  
  Benzina Bernardini Benzina  
  Beppetto Filippi Beppetto  
  Beppone Bernardini Beppone  
  Beppone Felici Gelso  
  Beppuccio Bacci Beppuccio  
  Beppulino Gasperini Vergone  
  Bercocolo Scarpellini Sindachino  
  Bersaglieri Niccolai Bersaglieri  
  Bertocca Donati Bertocca  
  Beschia Pelosini Mondo  
  Bettulino Gozzoli Bucone  
  Baschieri Steghino  
  Biascia Leporini Biascia  
  Biasciacotenne Serafini Cieco  
  Biascione Landi Biascione  
  Biba ? Biba  
  Bibi Sarti Bibi  
  Bibi Leporini Cheruba  
  Bicchio Biondi Bicchio  
  Bicchionero Biondi Bicchio  
  Bidino Tognetti Bidino  
  Bietola Biondi Bicchio  
  Bigheri Gozzoli Micchetti  
  Bighiè Filippi Bighiè  
  Billalla Gozzoli Billalla  
  Billi Branchini Billi  
  Bimba Bonaccorsi Magagna  
  Bimba Buti Pacchiarino  
  Bimbo Bernardini Bimbo  
  Bimbo Bernardini Luminara  
  Bimbo Grande Bernardini Sisto  
  Binda Vannucci Lisse  
  Biondo Benvenuti Biondo  
  Biondo Leporini Nato  
  Biribeo Biondi Mangiariso  
  Birilli Andreini Birilli  
  Birittullera ? Birittullera  
  Bòcca il marito è un Masoni Bòcca  
  Bobi Profeti Bobi  
  Bobo Profeti Bobi  
  Boccabella Gozzoli Scarbatrino  
  Boccalina Baschieri Boccalina  
  Boccio Leporini Boccio  
  Bodda Polidori Bodda  
  Boia Petrognani Talino  
  Bologna ? Bologna  
  Bomba Gozzoli Bucone  
  Bombaccino Matteucci Ceco  
  Bonora Morani Bonora  
  Borghetto Bernardini Borghetto  
  Bossa Ciampi Grandinina  
  Botro Matteucci Botro  
  Bottai Bernardini Frusta  
  Bottaio Ciampi Bottaio  
  Botte Rossi Botte  
  Botte (Lea di) ? Botte  
  Bracci Vannucci Bracci  
  Bracino Bernardini Bracino  
  Brandano Ciampi Ciopi  
  Bresza Bacci Bresza  
  Brigido Pratali Brigido  
  Brogio Valdiserra Brogio  
  Bruschina ? Bruschina  
  Bruscola Bacci Bruscola  
  Brustona Bernardini Micio  
  Brustona Guerrucci Micio  
  Brustone Spigai Brustone  
  Bubbolo ? Bubbolo  
  Bubi Cristianini Cipolla  
  Bucone Gozzoli Bucone  
  Buele Felici Festino  
  Bullera ? Bullera  
  Bullero ? Bullero  
  Buricco Leporini Buricco  
  Burro Livi Ciopa  
  Buzzino Parenti Buzzino  
  Carello Tognarini Morino  
  Cacchio Bernardini Cacchio  
  Cacco Valdiserra Ruffino  
  Caccola Vannucci Caccola  
  Caciara Del Corso Caciara  
  Cacino Bacci Pasqualone  
  Caglino Filippi Caglino  
  Caglinotto Filippi Caglino  
  Caino ? Caino  
  Calistro Pini Calistro  
  Calistro ? Calistro  
  Calore ? Calore  
  Cambudro Pratali Fiorino  
  Campanaio Pratali Campanaio  
  Campo ? Campo  
  Campomaggio Biondi Biribeo  
  Camusso Filippi Schiocca  
  Canapino ? Canapino  
  Canapone Leporini Ghiro  
  Candalepre Filippi Schiocca  
  Candi Andreotti Ferro  
  Cannone Filippi Cannone  
  Capanna Lari Morina  
  Cape Camici Capecchio  
  Capecchio Camici Capecchio  
  Capoccio Ciampi Capoccio  
  Cappellano Baschieri Cappellano  
  Cappero Serafini Bellico  
  Capraia Felici Capraia  
  Caprina Bonfigli Caprino  
  Caprino Bonfigli Caprino  
  Carbonaia Baroni Carbonaia  
  Carbonina ? Carbonina  
  Cardella Biondi Bicchio  
  Carestia Parenti Mena  
  Carlaccio ? Chiudenda  
  Carlé Bernardini Palina  
  Carlé Filippi Schiocca  
  Carlicche Pelosini Tascone  
  Carlista ? Diomede  
  Carnaccia Pini Calistro  
  Carnevale ? Carnevale  
  Caroletto Landi Caroletto  
  Caroti Pelosini Caroti  
  Carrarino Marchi Carrarino  
  Carretta Valdiserra Carretta  
  Cartoccio Ciampi Zuabo  
  Caruso ? Caruso  
  Casarossa ? Casarossa  
  Castagna Caturegli Castagna  
  Castellano Bernardini ? Castellano  
  Catalli Guarcello Catalli  
  Catinella Caturegli Ciborio  
  Cavallina ? Cavallina  
  Cavicchio Campi Cavicchio  
  Felici Dodo  
  Felici Te t o  
  Cecca Del Procaccia Cecca  
  Cecchino Orazzini Goro  
  Cecco Pelosini Mondo  
  Cecco Donati Pentolo  
  Cechino Serafini Ceco  
  Cecina Taliani Pagliaccino  
  Celo Paoli Celo  
  Cenciaino Filippi Cenciaino  
  Cenderone Pioli Cenderone  
  Centomini ? Centomini  
  Centotoni ? Centotoni  
  Cerino Marcone Fiaschina  
  Cestina Serafini Cestina  
  Cetta Bonaccorsi Prete  
  Cheruba Felici Cheruba  
  Cherubino ? Cherubino  
  Cherubo Serafini Cherubo  
  Chiarina ? Chiarina  
  Chiasso Leporini Chiasso  
  Chicco Baschieri Pippellè  
  Chilometro Bernardini Chilometro  
  Chindenda ? Chindenda  
  Chiocchina Bernardini Schiocca  
  Chiocciolo Nardi Chiocciolo  
  Chioccolino Filippi Vinello  
  Chioccolo Petrognani Chioccolo  
  Chiodo Moscardini Pacchiarino  
  Chiorba Nencioni Chiorba  
  Chiostre Baroni Tilla  
  Chirba Bernardini Chirba  
  Chirico Filippi Chirico  
  Ciabatta Bernardini Maglio  
  Ciabea ? Ciabea  
  Ciabì Filippi Bella  
  Ciacchera Bernardini Ciacchera  
  Ciaccia Ferri Ciaccia  
  Ciana Biribissi Ciana  
  Cianciuca Biondi Cianciuca  
  Cianciuca Stefani Cianciuca  
  Ciano Barbieri Ciano  
  Ciarlò Guerrucci Testulina  
  Ciba Filippi Naccheri  
  Ciborio Caturegli Ciborio  
  Cicalo Tremolanti Cicalo  
  Cicca Bernardini Geppella  
  Ciccia Valdiserra Ciccia  
  Ciccio Leporini Baccalà  
  Ciccio Gozzoli Micchetti  
  Cicciò Baschieri Tabarsi  
  Cico Scarpellini Cico  
  Cina Tognetti Cina  
  Cincia Stefani Cincia  
  Cingione Filippi Cingione  
  Cini Camici Capecchio  
  Cini Tognetti Cini  
  Cinquantino Pratali Cinquantino  
  Ciocia Tognetti Ciocia  
  Ciocia Frediani Ciocio  
  Ciocio Frediani Mantova  
  Ciolio Stefani Fagiolo  
  Ciompo Acconci Ciompo  
  Cioni Gozzoli Bucone  
  Cioni Biondi Cioni  
  Ciopa Baschieri Ciopo  
  Ciopi Ciampi Ciopi  
  Ciopo Ciampi Ciopo  
  Ciottolino Ciottolino Cipolla  
  Cristianini Cipolla Cipriano  
  Filippi Cipriano Ciracchio  
  Cimpi Trivellino Cirilla  
  Cirilla Cirillo Doveri  
  Cirillo Cirillo Pratali  
  Cirillo Cirimbrentola Matteucci  
  Cirimbrentola Cisnanna Bernardini  
  Benzina Ciuccia Ciuccia  
  Ciuccio Biondi Cioni  
  Ciuco Profeti Torre  
  Cocca Filippi Delo  
  Coccheo Spigai Brustone  
  Cocchino Felici Fredianina  
  Coio Spigai Brustone  
  Colletto Felici Capraia  
  Colomba Petrognani Colomba  
  Contadino Felici Dodo  
  Conte Frediani Baca  
  Cornocchio Pioli Cornocchio  
  Corrazzieri Sichi Corrazzieri  
  Crio Scarpellini Bastone  
  Crullino Landi Crullino  
  Cuccio Baroni Cuccio  
  Cuculo Campi Cuculo  
  Cuglia Moscardini Pacchiarino  
  Curignolaio Bernardini Laino  
  Curreggia Andreini Curreggia  
  Dedè Leporini Papa  
  Dei Filippi Dei  
  Delo Filippi Delo  
  Demo Pratali Demo  
  Dende Bindi Dende  
  Desi Biondi Desi  
  Dindirindino Felici Dindirindino  
  Diomede Vichi Diomede  
  Filippi Delo  
  Buti Nasino  
  Doccini Matteucci Mignolo  
  Doccione Bernardini Ticci  
  Dodo Felici Dodo  
  Dodola Bernardini Dodola  
  Dollaro Bernardini Sisto  
  Dono Masoni Dono  
  Dordoni Gasperini Baricco  
  Drea Bacci Aglio  
  Drea Palamidessi Bellaminena  
  Drea Bernardini Ciacchera  
  Drea Guerrucci Pentolino  
  Drondrò Valentini Dondrò  
  Dudo Bernardini Sipolo  
  Ercolino Felici Pitolo  
  Fabbretto Bernardini Fabbretto  
  Fagiolo Stefani Fagiolo  
  Fagiolone Andreini Giolo  
  Fagosto Baroni Fagosta  
  Falorni Caturegli Falorni  
  Fannaspe Bernardini Sisto  
  Fante Balducci Fante  
  Fastighio Pardini Fastighio  
  Fattì Filippi Banda  
  Fattì Parrini Salacca  
  Fattore Bernardini Maglio  
  Feccio Bernardini Feccio  
  Feffe Filippi Nebbia  
  Feo Bernardini Ticci  
  Ferrè Schiavetti Pionso  
  Ferro Andreotti Ferro  
  Festino Felici Dodo  
  Fettone Bozzi Fettone  
  Fiacca Filippi Domenichetto  
  Fiammifero Vannucci Fiammifero  
  Fico Stefani Fico  
  Fifì Acconci Ciompo  
  Fifoia Masoni Fifoia  
  Fileno Serafini Turo  
  Filone Paolini Baccelli  
  Filunguella Acconci Ciompo  
  Filunguello Guerrucci Micio  
  Fiorino Pratali Fiorino  
  Fo Cavallini Giacumino  
  Foffo Moscardini Pacchiarino  
  Foresta Baroni Gasperino  
  Francesino Acconci Ciompo  
  Frassali Barzacchini Frassali  
  Frate Felici Frate  
  Freschi Valdiserra Freschi  
  Fric Pardini Fric  
  Fricche Bernardini Ragnerino  
  Froli Bernardini Cacchio  
  Frufrù Serafini Macaio  
  Frusta Bernardini Frusta  
  Frusticchio Pratali Frusticchio  
  Galai Valdiserra Galai  
  Gamba Lari Morina  
  Gamba Novelli Ronda  
  Gambecorte Taliani Omino  
  Gamella Paolini Baccelli  
  Ganzo Paoli Becchellè  
  Garfagna Baroni Garfagna  
  Garfagnino Rossi Garfagnino  
  Gasolio Camici Capecchio  
  Gaspero Del Ry Gaspera  
  Gattino Moscardini Cinana  
  Gatto Gozzoli Gatto  
  Gecchino Matteucci Gecche  
  Gegio Stefani Gegio  
  Gelso Felici Gelso  
  Geppella Bernardini Geppella  
  Gerini Leporini Gerini  
  Ghego Pratali Ghego  
  Ghèlle Pratali Ghèlle  
  Ghello Scarpellini Ghello  
  Ghiano Bonaccorsi Ghiano  
  Ghiavolo Giusti Ghiavolo  
  Ghigna Tognetti Ghigna  
  Ghiro Leporini Ghiro  
  Giacche Ciampi Spalletta  
  Giacchettone Bernardini Giacchettone  
  Giacco Baschieri Giacco  
  Gianna Livi Gianna  
  Giecche Matteucci Giecche  
  Gigante Felici Gigante  
  Giggi Taliani Bandella  
  Gigia Moscardini Rere  
  Giolo Andreini Giolo  
  Giona Masoni Giona  
  Giovacco Petrognani Giovacco  
  Gnasso Scarpellini Gnasso  
  Gnignero Vannucci Lisse  
  Gobbino Del Ry Ariotto  
  Gobbno Frediani Mantova  
  Gobbino Tognarini Nencio  
  Gobbo Bernardini Gobbo  
  Gonnella Barzacchini Gonnella  
  Gosto Del Ry Ariotto  
  Grandinina Ciampi Grandinina  
  Gunghe Doveri Nacreto  
  Icchio Andreotti Ferro  
  Insaccatopi Parenti Insaccatopi  
  Ischi Cosci Ischi  
  Laino Bernardini Laino  
  Leona Leporini Nato  
  Lepre Leporini Ghiro  
  Lilli Stefani Lilli  
  Linchetto Vannucci Bandella  
  Lisca Landi Lisca  
  Lisse Vannucci Gnigneri  
  Livorno Campi Cuculo  
  Livorno Barbensi Livorno  
  Loccio Paoli Giacobbe  
  Lolle Moscardini Pacchiarino  
  Lolo Del Ry Ariotto  
  Lombino Cavani Lombo  
  Lucca Baschieri Lucca  
  Lucci Berti Mussico  
  Lucidi Caturegli Ciborio  
  Lumaco Bernardini Maglio  
  Macaio Serafini Macaio  
  Macchiato Leporini Spadino  
  Macea Petrognani Macea  
  Macelli Barzacchini Macelli  
  Mafalda Stefani Fagiolo  
  Magginino Felici Magginino  
  Magnano Tognarini Nencio  
  Mandoli Bernardini Mandoli  
  Mangiaboschi Priori Mangiaboschi  
  Mangiacorrente Valdiserra Baralla  
  Mangiariso Biondi Mangiariso  
  Mannio Bernardini Luminara  
  Margherina Cosci Rechie  
  Marione Barzacchini Topo  
  Marsè Acconci Ciompo  
  Martello Barzacchini Sissi  
  Mastice Bernardini Benzina  
  Mastrigli Filippi Dero  
  Matocchino Tognetti Matocco  
  Meccino Vannucci Gnigneri  
  Mela Pratali Mela  
  Melata Bonaccorsi Melata  
  Mengoni frediani Mengoni  
  Mensiano Parrini Mensiano  
  Mentano Del Ry Mentano  
  Mentine Bozzi Mentine  
  Meo Andreini Meino  
  Meo Caturegli Meo  
  Meo Scarpellini Meo  
  Merigo Valdiserra Ruffino  
  Merigo Baroni Topino  
  Mero Bernardini Dodola  
  Micchetti Gozzoli Micchetti  
  Micciarre Doveri Micciarre  
  Micco Parenti Micco  
  Micio Guerrucci Micio  
  Migliaia Tognetti Migliaia  
  Miglieccio Filippi Pipone  
  Mignolino Matteucci Mignolo  
  Mileto Baschieri Boccalina  
  Ministro Gozzoli Ministro  
  Mioppo Baroni Mioppo  
  Misseria Bernardini Misseria  
  Mocco Bernardini Mosca  
  Mocco Profeti Torre  
  Moccolino Ciampi Trivellino  
  Monachino Bernardini Monachino  
  Mondo Pelosini Mondo  
  Montone Monti Montone  
  Moretto Filippi Moro  
  Morino Tognarini Morino  
  Moro Bernardini Baschiano  
  Moro Bernardini Dodo  
  Moro Baschieri Goro  
  Moro Baschieri Streghino  
  Moro Serafini Turo  
  Mosca Bernardini Mosca  
  Moschino Bernardini Mosca  
  Muci Gozzoli Scarbatrino  
  Muggiolo Campi Cuculo  
  Mugolino Felici ’Nzina  
  Mugolino Acconci Mugolino  
  Mungino Bernardino Dodolo  
  Mussico Berti Mussico  
  Mutolino Mutolino  
  Naccheri Filippi Beppetto  
  Nacchi Stefani Nacchi  
  Nacreto Bernardini Maglio  
  Nacreto Doveri Nacreto  
  Nacreto Stefani Nacreto  
  Nanni Bonaccorsi Magagna  
  Narchia Bernardini Narchia  
  Narci Bonaccorsi Narci  
  Nasino Buti Nasino  
  Nastri Barzacchini Gonnella  
  Natalone Natalone  
  Nebbia Filippi Nebbia  
  Nena Cosci Ischi  
  Nencio Tognarini Nencio  
  Nenneri Paoli Nenneri  
  Nervo Nervo  
  Nerino Paoli Giacobbe  
  Ni’ Bernardini Gobbo  
  Nicco Bernardini Nicco  
  Nini Pratali Ghego  
  Nini Gozzoli Scarbatrino  
  Nini Felici Spitiglio  
  Nini Spigai Brustone  
  Nini Campi Cuculo  
  Nini Bernardini Gobbo  
  Nino Baschieri Goro  
  Nino Doveri Nino  
  Nino Baschieri Streghino  
  Nino Ciampi Zuabo  
  Nipolo Bernardini  
  Nirdo Serafini Nirdo  
  Nosalo Stefani Nosalo  
  Omino Landi Omino  
  Omino Taliani Omino  
  Omo Bacci Aglio  
  Omocavallo Felici Omocavallo  
  Orfi Profeti Torre  
  Orsino Vichi Orsino  
  Orso Pelosini Mondo  
  Pacchiarino Moscardini Pacchiarino  
  Paganini Baroni Paganini  
  Pagliaccino Taliani Pagliaccino  
  Paiolo Bernardini Dodola  
  Paiolo Bonaccorsi Magagna  
  Palanca Pardini Ragnerino  
  Paleo Filippi Paleo  
  Paletto Pardini Ragnerino  
  Palina Filippi Beppetto  
  Palla Barzacchini Macelli  
  Palle Filippi Bandella  
  Pallino Valdiserra Pallino  
  Palombo Paolini Baccelli  
  Pamperso Lari Pamperso  
  Pantera Bernrdini Geppella  
  Panchetto Tognarini Nencio  
  Pancino Pioli Pancino  
  Panicale Barzacchini Panicale  
  Panino Moscardini Foffo  
  Papo Felici Freghianina  
  Paperia Batisti Paperia  
  Paperino Ciampi Capoccio  
  Papo Del Ry Ariotto  
  Papperi Stefani Nacchi  
  Paragone Pratali Cirillo  
  Pareggino Caturegli Pareggino  
  Parigi Spigai Brustone  
  Parmo Dini Parmo  
  Partigiano Acconci Ciompo  
  Pasquino Parenti Pasquino  
  Pastacotta Bacci Bresza  
  Patanana Guerrucci Melo  
  Patata Felici Szepio  
  Peccioli Orazzini Goro  
  Pecione Scarpellini Gnasso  
  Pelina Stefani Fagiolo  
  Pellegro Landi Pellegro  
  Pellincioni Gasperini Baricco  
  Pelo Gozzoli Billalla  
  Pennaro Leporini Spadino  
  Pentola Pentolo  
  Pentolo Tognarini Nèncio  
  Pepane Leporini Pepane  
  Pepo Parenti Pepo  
  Pescio Scarpellini Pescio  
  Pi’ Barzacchini Macelli  
  Picci Cavani Lombo  
  Piccino Del Ry Piccino  
  Piedoni Parenti Pasquino  
  Pierino Pioli Cucchiaione  
  Pietrone Paoli Pietrone  
  Pilicca Baschieri Pilicca  
  Pinchino Valdiserra Pinchino  
  Pino Cimpi Grandinina  
  Pinotta Felici Pinotta  
  Piombo Campi Cuculo  
  Pionzo Schiavetti Pionzo  
  Pionzo Degl’Innocenti Subbio  
  Piovanino Baschieri Piovano  
  Pipetta Leporini Cheruba  
  Pipi Buti Acciaino  
  Pipi Barzacchini Macelli  
  Pipi Tognetti Pipi  
  Pipi Parducci Violina  
  Pipino Pipino  
  Pipone Pipone  
  Pippellè Baschieri Pippellè  
  Pippo Stefani Fagiolo  
  Pippolo Rossi Botte  
  Pirèlle Pirèlle  
  Piripiri Piripiri  
  Pisana Leporini Spadino  
  Piscia Campi Piscia  
  Pistolla Pistolla  
  Piti Baroni Piti  
  Pitola Pitolo  
  Pitolo Tognarini Nèncio  
  Pitolo Pitolo  
  Pollastra Novelli Ronda  
  Pollo Pollo  
  Pollo Pardini Ragnerino  
  Polvere Polvere  
  Pomo Polidori Beccacendere  
  Poncino Beco  
  Popolo Bernardini Baschiano  
  Pordorosso Buti Pacchiarino  
  Porro Filippi Piripiri  
  Pottore Stefani Pottore  
  Precissa Bernardelli Precissa  
  Prete Bonaccorsi Prete  
  Professore Barzacchini Gonnella  
  Prova Campi Cavicchio  
  Puce Rossi Tattino  
  Pulentone Frediani Mantova  
  Pulizia Gozzoli Micchetti  
  Putì Gozzoli Bucone  
  Putiti Putiti  
  Quartuccio Valdiserra Quartuccio  
  Radicchio Barzacchini Radicchio  
  Ragnerino Pardini Ragnerino  
  Ragnerone Petrognani Ragnerone  
  Rapini Rapini  
  Raschia Valdiserra Cirillo  
  Raschino Valdiserra Cirillo  
  Reino Bernardini Reino  
  Reino Rocchi Reino  
  René Filippi Acetaio  
  Renecche Felici Pitolo  
  Rere Tognarini Rere  
  Restituta Valdiserra Settino  
  Ricciolo Doveri Ricciolo  
  Richioggia Bernardini Baggiolo  
  Righetto Valdiserra Carretta  
  Rigo Campi Cavicchio  
  Rigo Masoni Fifoia  
  Rimeghia Ciampi Grandinina  
  Ripo Felici Ripo  
  Rocchella Del Ry Rocchella  
  Rogiolo Moro  
  Rosicchio Felici Pitolo  
  Rossa Rossa  
  Rossino Orazzini Goro  
  Rosso Lari Larino  
  Rosza Biondi Biribeo  
  Ruffino Frediani Ruffino  
  Sabbatinella Landi Biascione  
  Sacchetto Lari Larino  
  Sacco Scarpellini Gnasso  
  Salacca Parrini Salacca  
  Salveregina Landi Salveregina  
  Sanguaccio Gozzoli Sanguaccio  
  Sapina Valdiserra Baralla  
SOPRANNOME COGNOME CAPOSTIPITE
Sargente Del Ry Mentano
Sasso Parenti Parentino
Sassolino Tremolanti Cicalo
Saulle Bernardini Saulle
Sbadiglio Bernardini Sbadiglio
Scarbatrina Gozzoli Scarbatrino
Schiocca Filippi Schiocca
Sciampera Sciampero
Scuffia Bernardini Scuffia
Seggiolaia Seggiolaia
Seghetti Petrognani Seghetti
Sella Felici Dodo
Sette Andreotti Ferro
Sgrummi Sgrummi
Sili Pardini Ragnerino
Sindachino Scarpellini Sindachino
Sipolino Sipolo
Sirino Ciampi Bottaio
Siriotto Filippi Naccheri
Sissi Guerrucci Micio
Sissi Barzacchini Sissi
Sisto Bernardini Sisto
Sita Bonaccorsi Prete
Soffione Soffione
Sorba Vannucci Sorba
Sorda Sorda
Spadaccia Spadaccia
Spadino Leporini Spadino
Spalletta Ciampi Spalletta
Spazzino Valdiserra Spazzino
Spitigno Felici Spitigno
Spranghino Parducci Violina
Spuma Pardini Ragnerino
Squillo Pratali Campanaio
Stagnino Masoni Fifoia
Stagnino Bernardini Icchisi
Stampatore Cosci Stampatore
Stanga Filippi Pitia
Stecchiè Stecchiè
Steccolo Steccolo
Stefanino Cosci Rechie
Stelio Felici Stelio
Sticci Leporini Pepane
Stinchi Stinchi
Strego Baschieri Streghino
Stussi Bernardini Benzina
Succhio Del Ry Gaspera
Sussi Felici Cocchina
Tabarsi Baschieri Tabarsi
Tacca Tacca
Tacche Tacche
Tacco Baschieri Tacca
Taglierino Taglierino
Talino Petrognani Talino
Talloccio Talloccio
Tana Lari Larino
Tanfata Tanfata
Tapino Filippi Delo
Tappo Pioli Tappo
Tarzan Barzacchini Macelli
Tascone Pelosini Tascone
Tatino Tatino
Tattino Rossi Tattino
Telle Barzacchini Macelli
Tenace Branchini Tenace
Tenda Bernardini Tenda
Tenente Filippi Cingione
Teo Bernardini Feccio
Teo Cavallini Teo
Terso Filippi Schiocca
Testulina Guerrucci Testulina
Teto Felici Teto
Ticci Bernardini Ticci
Tilla Tilla
Tio Valdiserra Carretta
Tio Baroni Tio
Tipolò Tipolò
Tirulì Tirulì
Tito Moscardini Pacchiarino
Titta Petrognani Talino
Tizzoni Landi Lisca
Tobere Cavani Lombo
Tocche Valdiserra Spazzino
Tocci Parenti Pasquino
Tocci Schiavetti Pionso
Tocco Tognarini Tocco
Tola Andreini Tola
Tonso Matteucci Prottoli
Topaccia Serafini Macaio
Topano Palamidessi Bellaminena
Topino Baroni Topino
Topo Barzacchini Gonnella
Topo Pelosini Mondo
Topo Gozzoli Topo
Topo Scarpellini Topo
Topolino Parenti Topolò
Topolò Parenti Insaccatopi
Toppino Bernardini Baggiolo
Toppone Filippi Toppone
Tordina Tordo
Tordo Baschieri Piovano
Tormento Pratali Tormento
Toro Ciampi Spalletta
Torre Profeti Torre
Totolina Paoli Totolina
Traballone Felici Traballone
Tramme Martinelli Tramme
Tramontana Tramontana
Trapano Cingione
Treno Guelfi Treno
Treppani Priori Treppani
Treunce Scarpellini Treunce
Tricco Petrognani Talino
Tripoli Filippi Domenichetto
Tripolina Bacci Bresza
Trivellino Ciampi Trivellino
Tullora Tullora
Turo Serafini Turo
Tutolo Tognetti Tutolo
Tutù Tutù
Uccellina Stefani Uccello
Uccello Pini Calistro
Ugnino Bernardini Schiocca
Valpreda Pelosini Valpreda
Vedovallegra Vedovallegra
Veloce Veloce
Venino Landi Venino
Venuto Venuto
Verchione Verchione
Verderame Filippi Verderame
Vergi Vergi
Villano Tognetti Villano
Vinello Filippi Vinello
Violina Parducci Violina
Vocina Caturegli Vocina
Vovve Pardini Vovve
Zai Gozzoli Billalla
Zazzerina Serafini Macaio
Zerba Pratali Brigido
Zio Rossi Botte
Zizzolino Ciampi Trivellino
Baricolo
Zozzi Bernardini Gobbo
Zuabo Zuabo

Io, Guido e la Tosca

uscita-anni-50Era l’inizio del decennio e il tempo quello della scuola elementare; precisamente l’anno scolastico cinquantatre-cinquantaquattro.
Si stava tutti e due a Puntaccolle, io nel Poggetto e Guido nel Rietto.
Lui ci veniva spesso là dove stavo io, “mi veniva a chiamà’ e mi ‘spettava” in fondo di scala. E anch’io facevo uguale: lo chiamavo e lo aspettavo in fondo di scala. Non si stava a “perde’ tempo a entrà’ nelle case e fà’ tanti discorsi”, si partiva subito verso la scuola, il Catechismo, la Messa (Guido la serviva), dal mentaio, al dopo-scuola. Ecco, proprio il dopo-scuola; fu con quello che la Tosca (la mamma di Guido) scoprì l’altarini. Andò così.
Erano gli anni che nelle stanze sopra il Comune, la Madre teneva il dopo-scuola; per cinquecento lire al mese, vi si poteva andare per un paio d’ore, dalle due alle quattro. Chi aveva bisogno di un po’ di ripetizione, la Madre lo seguiva in modo particolare e tutti comunque venivano aiutati per i compiti di casa, specialmente nelle letture.
Anch’io ci andavo, ma soltanto quando pioveva. Mentre per quanto riguarda la scuola, quella della mattina, la prendevo sul serio e ci stavo attentissima, il pomeriggio era intoccabile per “andà’ aggiro”. A quel tempo garbava a tutti ritornare nel piazzale delle scuole, ma solo per “passà’ il tempo e per giocà’”, soprattutto un gioco che si faceva solo lì: le quattro cantonate.
A questo punto, devo spiegare un certo “contratto” che il mi’ babbo, costretto dalla mi’ mamma, aveva fatto con le suore. Lui ci si recava spesso da loro perché lo mandavano a chiamare per qualsiasi lavoretto. Lavoretti minimi ma necessari, e che lui faceva sempre in via di favore. Allora la mi’ mamma gli fece chiedere (sottinteso come pagamento) il permesso di farmi andare qualche volta al dopo-scuola, senza impegno, di quando in quando. E le suore dissero subito di sì.
Tutti i giorni alle due, sia io che Guido, si usciva di casa. Se non ci si trovava “a Puntaccolle”, chi prima usciva “‘ndava a chiamà'”. Lui il dopo-scuola lo doveva frequentare regolarmente, io invece regolarmente frequentavo solo il piazzale. Infatti, una volta lì, se c’ era qualcuno a giocare (e qualcuno ci trovavo quasi sempre) m’imbrancavo anch’io e trattenevo giù anche Guido, a cui la cosa stava benone. Poi, quando ci pareva, si ritornava in giù, ognuno a casa sua. Così andò avanti per quasi tutto l’anno scolastico. Poi, come fu come non fu, la Tosca lo venne a sapere. Per primissima cosa “andò a ‘spettà’” la mi’ mamma alla segheria e risentita “ni fece sapé’” tutto quanto. Ma la mi’ mamma lo sapeva benissimo che io “‘r doppo-dessinà’ ‘ndavo aggiro” e infatti glielo disse:
“E lo sò che lé’ ‘un ci và, ma tanto io ‘r mese ‘un lo pago”
“Eh, ma io sì!” – rispose la Tosca risentita.
A questo punto, l’unica che “né la doveva fà’ intende’ “ ero io. Mi trovò, per caso, alla fonte, mi “chiappo” per le code e mi urlò in un orecchio: “O’ stracicona! Te vai ‘n dù’ ti pare. Ma lù’ ‘asciacelo ‘ndà’!”
Non ci fu bisogno di aggiungere altro, avevo capito benissimo. Il “chiamo” reciproco continuò, però io facevo quel che mi pareva come prima, mentre Guido montava la scala delle suore e sbattendo la cartella da tutte le parti imprecava: – “Accidenti a chi né la ditto” – .
E io che “riscotevo” tutte le sere, quella volta lì la passai liscia: caso eccezionale ero in regola.

F.M.V.


PIAVOLA, UNA DISUMANA RAPPRESAGLIA

Piavola

Nel quadro della celebrazione del XXV Aprile, si è tenuta all’ex Frantoio Rossoni una lezione del Prof. Paolo Pezzino che ha presentato i materiali raccolti per l’Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste, un progetto finanziato dalla Germania nel quadro del cosiddetto “Fondo italo-tedesco per il futuro”. L’Atlante, promosso in collaborazione tra Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI), ha permesso di definire un quadro completo degli episodi di violenza contro i civili commessi dall’esercito tedesco e dai suoi alleati fascisti in Italia tra il 1943 e il 1945.

Della lezione del Prof. Pezzino pubblicheremo un estratto più avanti. Dal sito dell’Atlante (http://www.straginazifasciste.it/) si ricavano alcune, importanti notizie:

Nell’Elenco reparti responsabili viene individuato il reparto che ha eseguito la strage di Piavola, il 65. Infanterie-Division. Un tipo di reparto facente parte della Wehrmacht (forze armate tedesche comprendente l’Heer – esercito, la Kriegsmarine –  marina e la Luftwaffe – aeronautica). Il 65. Infanterie-Division è responsabile o corresponsabile di molteplici stragi:

 

  1. Rocca Corneta, Lizzano in Belvedere (mercoledì, 21 giugno 1944)
  2. Fanano (venerdì, 23 giugno 1944)
  3. Lizzano in Belvedere (martedì, 27 giugno 1944)
  4. VALPROMARO CAMAIORE (venerdì, 30 giugno 1944)
  5. MONTE A PESCIA (martedì, 18 luglio 1944)
  6. PIAVOLA BUTI (domenica, 23 luglio 1944)
  7. TERMINE VICOPISANO (martedì, 25 luglio 1944)
  8. STRIGLIANELLA MONTALE (venerdì, 4 agosto 1944)
  9. LA ROMAGNA SAN GIULIANO TERME (domenica, 6 agosto 1944 – lunedì, 7 agosto 1944)
  10. GERMINAIA DI PISTOIA (mercoledì, 9 agosto 1944)
  11. SAN PANTALEO PISTOIA (sabato, 12 agosto 1944)
  12. VELLANO PESCIA (giovedì, 17 agosto 1944)
  13. SAN QUIRICO IN VALLERIANA PESCIA (sabato, 19 agosto 1944)
  14. SAN PIERO IN CAMPO MONTECARLO (giovedì, 31 agosto 1944)
  15. PESCIA (mercoledì, 6 settembre 1944 – giovedì, 7 settembre 1944)
  16. CIMITERO VELLANO PESCIA (giovedì, 14 settembre 1944).

Inoltre, la ricerca mette in evidenza  che si è motivato il massacro come rappresaglia (azione punitiva caratterizzata da inumanità e da violenza indiscriminata posta in essere da una forza occupante ai danni della popolazione civile. La rappresaglia è vietata dal diritto internazionale).

L’Atlante indica, tra l’altro, la bibliografia essenziale da tenere come base per valutare quanto successo in Piavola:

AA.VV., La Resistenza nel comune di San Giuliano Terme: cinquantennale della Resistenza e della liberazione, Pacini, Pisa, 1994.

AA.VV., Testimonianze e documenti raccolti dagli studenti della Scuola Media, Amministrazione Provinciale di Buti, 1974.

AA.VV., Uomini in guerra, Scuola media F. Di Bartolo (a cura di), Buti, 1995.

Michele Battini, Paolo Pezzino, Guerra ai civili, Marsilio, Venezia, 1998, pp. 169-175.

Gianluca Fulvetti, Uccidere i civili. Le stragi naziste in Toscana (1943-1945), Carocci, Roma, 2009, pp. 167-168.

Così per quanto riguarda una nutrita serie di fonti archivistiche per la gran parte tratte dai verbali del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) sezione di Buti.

 


Modi di dire

Dopo aver iniziato il discorso nel numero 5 dell’anno 2008 (Arrosto che non tocca si lascia bruciare) e averlo continuato nei numeri successivi dello stesso anno e di tutto il 2009 con materiale raccolto da Villiam Landi, si riprende ora con alcune espressioni che sono comuni in Toscana:

   – ti cavo l’occhi e te li metto ‘n mano

   – come t’ho fatto ti risfaccio

proprio butese sembra essere:

   – ti sgroppono, diventi ‘n cane

Nostra, almeno per il significato offensivo che qui ha acquisito perché rivolta verso uno che non riesce ad avere figli, è la seguente invettiva:

   – quer  barlaccio del tu’ marito

e se trattasi di una donna:

   – o gallina senz’ova.

Espressioni che vengono vieppiù illuminate quando ci riferiscono che le stesse sono state usate in uno scontro verbale sanguinoso tra due reali condizioni di donne castellane.


Il Tribunale Speciale

Un amico di Pisa ci ha inviato un vecchio articolo di Aldo Natoli che illustra l’istituzione e il funzionamento del Tribunale Speciale durante il periodo fascista.

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ISTITUZIONE DEL TRIBUNALE SPECIALE

Il Tribunale speciale fasci­sta fu istituito nel 1926, con la legge n.2008 [26 novem­bre], recante «Provvedimenti per la Difesa dello Sta­to». Esso reintroduceva la pena di morte per gli atten­tati contro la persona del Re e del capo del fascismo e puniva con sanzioni severissime ogni attività politica contraria al regime. Tutti i partiti politici erano già stati sciolti e messi fuori legge. Tale attività dunque, era bollata come «sovversiva». Altra specialità di quel tribunale consisteva nel fatto che il collegio giudican­te non era costituito da magistrati, ma da ufficiali della milizia fascista, i quali si esibivano in divisa e in camicia nera. Ciò non lasciava adito ad alcun dubbio sulla loro imparzialità. Per il modo stesso della sua origine e della sua costituzione, era un tribunale per il quale non valeva la norma generale che «la legge è uguale per tutti». Qui, all’origine, la legge doveva es­sere «disuguale». In sotanza, era una banda, più o meno gallonata, di ausiliari della polizia po­litica; fra di essi non mancarono gli squadri­sti e funzionò per quasi diciassette anni, dalla sua istituzione fino al 23 luglio 1943: l’ultima sentenza emanata por­ta questa data. Due giorni dopo, il 25 luglio, cadeva Mussolini. A que­sto punto «i giudici» si squagliarono, più tardi, dopo la liberazione, si mimetizzarono fra le pieghe della giovane e inesperta democrazia. Nessuno fu perseguito. Tutti poterono usufruire indisturbati di copiose pen­sioni. Infatti non poco avevano lavorato. Se si tiene conto che, già prima della istituzione del Tribunale speciale e fino al 25 luglio 1943, in ogni provincia funzionavano le Commissioni per l’invio al confino dei presunti «sovversivi», e che si è calcolato che coloro che furono deportati o nelle isole o in pic­coli comuni, soprattutto nel Mezzogiorno, dove erano sottoposti alla libertà vigilata, furono oltre 10.000, si può ritenere che le persone che la polizia politica con­siderò ostili al regime, pericolose per esso e, quindi, soggette a diverse misure di sicurezza e repressione, furono più di 16.000. Naturalmente, diversi erano anche i livelli di attività o di organiz­zazione di costoro. Fra essi la stragrande maggioranza era costituita do operaie contadini. Politicamente soverchiante [oltre 1’80 per cento] fu la partecipazione comunista.

LA FORMAZIONE DEI QUADRI ANTIFASCISTI IN CARCERE

Esiste ormai un’ampia documentazione, anche se non ancora sistematica ed esauriente, circa le condi­zioni del regime carcerario cui erano sottoposti i de­tenuti politici. Giova ricordare che il Regolamento degli istituti di prevenzione e di pena (1931) non fa parola dei «detenuti politici». Ufficialmente, per il regime fascista, questi «non esistevano». Nella realtà, in tutte le più importanti case penali vi erano «sezioni politiche». 1 detenuti politici erano ristretti in locali separati rispetto ai delinquenti comuni. Il trattamento cui i politici erano soggetti era mo­dellato su un regolamento cui ho già accennato e questo era francamente punitivo. Ma la situazione reale era diversa da carcere a carcere. Vi erano car­ceri notoriamente duri e carceri meno duri. Decisiva era la qualità del personale di custodia dal direttore all’ultimo secondino. Dove erano funzionarie graduati dichiaratamente fascisti, il regime diventava persecutorio. lo ho fatto l’esperienza del carcere di Civitavecchia, che era allora considerato il più duro, fra il 1940 e il 1943. Erano anni di guerra tristissimi , per paese e que­sta circostanza si ripercuoteva entro il carcere attraverso i funzionari e a­genti fascisti.- per costoro noi, con­dannati come antifascisti, special­mente se comunisti, eravamo il «ne­mico», contro il quale essi conduceva­no una loro guerra particolare. lo ho descritto, servendomi di un docu­mento indiscutibile, forse unico, del quale ero venuto in possesso molti anni fa in circostanze singolari, caratteristiche ed episodi di quella guerra. In carcere in quegli anni, la lotta antifascista continuava in forme assai aspre. Quella fu la scuola nella quale si formarono alcune migliaia di quadri che più tardi costituirono l’ossatura delle formazioni armate partigiane. Insieme a Vittorio Foa e Carlo Ginzburg, ho pubbli­cato il documento cui ho accennato qui sopra: è il Registro delle punizioni che venivano inflitte ai de­tenuti politici nella casa penale di Civitavecchia fra il 1941 e il 1943. Questo documento, se non ne esi­stessero altri, basterebbe a qualificare la sostanza repressiva e reazionaria del fascismo.

I NUMERI DEL TRIBUNALE SPECIALE

Dalla sua istituzione, primo febbraio 1927, al suo scioglimento, con la caduta del regime il 25 luglio 43, il tribunale speciale per la difesa dello stato processò 5.619 imputati condannandone 4.596. Gli anni totali di prigione inflitti furono 27.735 anni di carcere , 42 le condanne a morte, di cui 31 eseguite, 3 gli ergastoli, 4.497 processati erano uomini, 122 le donne, 697 i minorenni. Tra le categorie professionali, 3.898 imputati erano operai e artigiani, 546 i contadini, 221 liberi professionisti.

Aldo Natoli


Usanze Domestiche

idrolitinaErano tante quelle usanze e qui ne voglio raccontare qualcuna delle più comuni allora che i meno giovani ricorderanno di certo, come l’ insetticida, le borse della spesa, il turchinetto. L’insetticida per noi era il “fritte”. Più precisamente non il prodotto insetticida, il D.D.T., bensì la macchinetta che spruzzava. Una macchinetta di metallo con tanto di serbatoio e stantuffo che agendo con il cosiddetto “olio di gomito” si riusciva ad “appestare” dappertutto.

Anche le borse della spesa, che sono state in uso fino al sessanta, ora sembrerebbero oggetti del medioevo. Erano le borse che facevano i calzolai con i “triangolini” di cuoio cuciti insieme: infinibili! Duravano per decenni e si presentavano anche bene, specialmente quelle di lusso con i colori della pelle sfumati che formavano dei bei motivi centrali, quasi sempre dei rombi.

Un altro comportamento tipico di quegli anni (e che nei successivi anni sessanta  non esisteva già più) era l’uso del “turchinetto” per il bucato. Una sostanza in polvere di un bel colore azzurro intenso che in minima quantità si scioglieva nell’acqua dell’ ultimo risciacquo e donava alle lenzuola un bell’effetto color bianco-azzurrino.

la_vecchinaMa altre piccole consuetudini della vita di allora si riscontravano anche in tavola, come il caffè, l’acqua frizzante e il tè. Il caffè si comprava ancora in chicchi e si macinava con un simpatico macinino dotato di una cassettina. Il caffè in polvere era solo quello dei surrogati, come “La vecchina” e il “Caffè Frank”. Mentre l’acqua che “mussava” era il lusso della domenica. Al  centro della tavola da pranzo, infatti, stava la bottiglia di litro con la bustina dell’ “Idrolitina”. Infine il tè sfuso, ridotto in minuscoli pezzettini di foglie nelle scatoline. I filtri arrivarono dopo qualche anno. Per tutto il decennio il tè si fece ancora, come dicevano Urbino e l’Angèla: col “pizzicottino”.

F.M.V.


Il Piccino

Il Piccino era un pezzo da novanta  dei tempi che furono, quando la banda era formata da elementi autoctoni. Quegli elementi e quella banda che a noi appaiono eterni; non può essere che siano venuti meno e che la banda sia cambiata più volte fino ad essere oggi, con i suoi più giovani esponenti, di nuovo un’espressione della butesità. Il Piccino suonava il bombardino e l’impegno che metteva nel voler ricoprire degnamente il suo ruolo era segnato dalle prove che effettuava in modo instancabile. Erano sempre le stesse, poche note di accompagnamento: “Po’, po’, po’ “. Non le melodie che pure si possono trarre dal bombardino. Talvolta, però, quel “po’ po’ po’” regolare veniva storpiato. Allora, il Piccino, drammaticamente consapevole dell’errore commesso, esclamava sconsolato: “Ber mi morì”.

Scopro in ritardo che nel 2013 avevamo già dedicato un trafiletto al Piccino. Però quell’espressione, quel “Ber mi morì” vale certamente più di due trafiletti.

Vi consiglio l’ascolto di un virtuoso del bombardino che esegue un bel motivo di Astor Piazzolla.